
Settembre si avvicina e, insieme al ritorno sui banchi, arriva anche una delle uscite più impegnative per molte famiglie: l’acquisto dei libri scolastici.
Ogni anno il tema del “caro libri” torna al centro del dibattito; ma quanto incidono davvero i libri di testo sul budget familiare? Esistono strategie efficaci per risparmiare?
I dati mostrano che, anche se il costo rimane elevato, una buona pianificazione può fare la differenza.
Quanto costano i libri scolastici nel 2026?
Per l’anno scolastico 2026/2027, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha aggiornato i tetti di spesa per i libri della scuola secondaria adeguandoli all’inflazione programmata (+1,5%).
I nuovi massimali arrivano, ad esempio, fino a:
- 303 euro per la prima media;
- 346 euro per il primo anno di ginnasio e linguistico, con un picco di 395 euro per il primo anno del liceo classico;
- 331 euro per il primo anno del liceo scientifico;
- 346 euro per il primo anno degli istituti tecnici;
- 324 euro per alcuni istituti professionali.
Questi tetti rappresentano l’importo massimo che le scuole dovrebbero prevedere per l’insieme dei testi adottati in una determinata classe e indirizzo di studi.
Si tratta di uno strumento introdotto per legge con l’obiettivo di contenere il costo dell’istruzione e garantire il diritto allo studio, evitando che ogni anno le famiglie debbano sostenere spese eccessive.
Quanto spendono realmente le famiglie?
I tetti ministeriali non coincidono sempre con la spesa effettiva.
Secondo l’Associazione Italiana Editori (AIE), nel 2025 la spesa media per i soli libri scolastici è stata pari a:
- 190 euro nelle scuole secondarie di primo grado, a fronte dei 184 euro previsti dal Ministero;
- 279 euro nei licei, a fronte dei 164 euro previsti dal Ministero;
- 241 euro negli istituti tecnici, a fronte dei 332 euro previsti dal Ministero;
- 167 euro negli istituti professionali, a fronte dei 281 euro previsti dal Ministero.
Nel 2025 i listini erano cresciuti dell’1,7-1,8%, un incremento sostanzialmente in linea con l’inflazione e inferiore all’aumento registrato in molti altri beni di consumo.
L’AIE ha precisato che l’inflazione cumulata nel periodo maggio 2021 – maggio 2024 è stata pari al 14,7%, mentre i prezzi dei libri di testo dal 2021 al 2024 sono cresciuti del 7,5% per la scuola secondaria di primo grado e dell’8,2% per la scuola secondaria di secondo grado, ovvero la metà dell’inflazione.
Perché la spesa sembra molto più alta?
Molte famiglie hanno la percezione di spendere molto più delle cifre ufficiali.
Il motivo è semplice: quando si parla di “ritorno a scuola” si sostengono spese molto diverse tra loro. Oltre ai libri, infatti, bisogna acquistare zaini, astucci, quaderni, cancelleria, dispositivi digitali, abbonamenti ai trasporti, materiale sportivo e contributi scolastici.
Confondere queste voci con il costo dei soli libri rischia di alimentare una percezione distorta del fenomeno.
Il problema del caro scuola è reale, ma non dipende esclusivamente dai testi scolastici.
Come risparmiare davvero
Ridurre questa spesa è possibile, soprattutto se ci si organizza con anticipo.
Tra le strategie più efficaci per contenere i costi dei testi suggeriamo:
- acquistare libri usati, spesso disponibili con sconti tra il 30% e il 50% rispetto al nuovo;
- verificare se la scuola offre il comodato d’uso gratuito;
- controllare eventuali bonus regionali o comunali destinati al diritto allo studio;
- confrontare i prezzi tra librerie fisiche e online;
- acquistare soltanto i testi obbligatori, rimandando quelli consigliati, se non indispensabili.
Anche organizzarsi con altri genitori può essere utile: molti istituti promuovono mercatini del libro usato o gruppi di scambio tra famiglie.
È chiaro, invece, che risparmi consistenti si possono fare sul materiale scolastico: gli zaini non andrebbero cambiati tutti gli anni e non è necessario comparare quaderni, astucci o cancelleria griffata. Stessa cosa per l’abbigliamento destinato alle attività sportive.
Attenzione ai bonus e ai contributi
Ogni anno il Ministero dell’Istruzione del Merito ripartisce tra le Regioni i fondi per sostenere le famiglie con redditi più bassi.
Le modalità cambiano da territorio a territorio: in alcuni casi vengono erogati voucher, in altri rimborsi o contributi diretti per l’acquisto dei libri.
Vale quindi la pena consultare il sito del proprio Comune o della propria Regione già durante l’estate, perché le domande hanno spesso scadenze precise.
Un investimento sul futuro
I libri scolastici rappresentano una spesa importante, ma sono anche uno degli investimenti più significativi che una famiglia possa fare.
L’educazione continua a essere uno dei fattori che incide maggiormente sulle opportunità lavorative, sul reddito futuro e sulla partecipazione economica e sociale.
Per questo motivo risparmiare è importante, ma senza perdere di vista il valore dell’istruzione.
Come insegna l’educazione finanziaria, non è tanto importante spendere meno, quanto distinguere un costo da un investimento.
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2 settembre 2026
tag: caro libri 2026
