
Ogni inizio anno porta con sé una lista di buoni propositi: risparmiare di più, spendere meglio, avere maggiore controllo sul denaro. Tuttavia, senza un piano concreto, la motivazione iniziale tende a svanire rapidamente.
Gli obiettivi generici (“voglio risparmiare”) hanno una probabilità di successo molto inferiore rispetto a quelli specifici e misurabili, perché non attivano comportamenti costanti nel tempo.
Risparmiare, nel 2026, non significa tanto “fare sacrifici”, quanto piuttosto individuare gli obiettivi prioritari che ci stimolino a costruire un sistema che renda il risparmio automatico, sostenibile e coerente con la vita quotidiana.
Definire obiettivi chiari: dal proposito all’azione
Cominciamo, quindi, a trasformare l’intenzione in un obiettivo concreto. L’economia comportamentale suggerisce l’uso di obiettivi SMART: Specifici, Misurabili, Attuabili, Rilevanti e Temporizzati.
Fissare obiettivi finanziari chiari aiuta a risparmiare con maggiore continuità rispetto a scelte improvvisate.
Smettiamola di dire: “Voglio risparmiare di più” e ragioniamo per obiettivi. Ad esempio: “Voglio mettere da parte 600 euro entro dicembre 2026 per un fondo emergenze”.
Budget: la base di ogni strategia di risparmio
Risparmiare non deve significare solo “mettere da parte ciò che avanza”, ma decidere con cognizione come allocare il denaro.
Una delle regole più diffuse è la 50/30/20:
- 50% delle entrate → spese essenziali
- 30% → spese personali e tempo libero
- 20% → risparmio e obiettivi futuri
La BBC suggerisce di investire un’ora a settimana per ricontrollare e analizzare le nostre finanze al fine di rendere consapevole la nostra attività di risparmiare.
Automatizzare il risparmio: meno decisioni, più risultati
Uno dei principi chiave dell’economia comportamentale afferma che ridurre lo sforzo decisionale aumenta la probabilità di successo.
Impostare trasferimenti automatici verso un conto dedicato al risparmio aiuta a:
- evitare la tentazione di spendere
- rendere il risparmio una “prima spesa”
- costruire costanza nel tempo
Fondo di emergenza: sicurezza prima di tutto
Il 2026 si apre in un contesto economico ancora incerto. Per questo, gli esperti concordano sull’importanza di accantonare per un fondo di emergenza pari ad almeno 3–6 mesi di spese essenziali.
Secondo uno studio di Vanguard, avere anche solo 2.000 dollari nel fondo di emergenza riduce notevolmente lo stress , facendoci risparmiare quasi la metà del tempo dedicato solitamente alla gestione delle finanze.
Attenzione alle spese invisibili
Nel quotidiano, spesso non sono tanto le grandi spese a mettere in difficoltà il bilancio quanto le micro-spese ricorrenti:
- abbonamenti non utilizzati
- acquisti impulsivi digitali
- pagamenti automatici poco visibili
Secondo Bankrate, nell’ultimo anno oltre un terzo dei giovani ha dovuto attingere ai risparmi per coprire spese impreviste, spesso sottovalutate.
Monitorare periodicamente le uscite e verificarne la necessità è quindi una pratica fondamentale.
Educazione finanziaria: il vero investimento
Diversi studi internazionali confermano che una maggiore alfabetizzazione finanziaria è correlata a migliori decisioni economiche.
Imparare a leggere il proprio bilancio personale è una competenza chiave, non diversa da imparare a gestire il tempo o lo studio.
Risparmiare nel 2026 non significa rinunciare, ma scegliere con consapevolezza.
Obiettivi chiari, piccoli passi, automazione e informazione sono gli strumenti più efficaci per trasformare i buoni propositi in risultati concreti.
Il Museo del Risparmio promuove proprio questo approccio: educare alla gestione responsabile del denaro per costruire autonomia, sicurezza e un futuro sereno.
Scopri altri contenuti dedicati all’educazione finanziaria e alla gestione consapevole del denaro sul blog del Museo del Risparmio. Partecipa ai nostri eventi, laboratori e percorsi formativi pensati per supportare giovani, famiglie e scuole nel costruire basi solide per il proprio futuro. Visita il sito www.museodelrisparmio.it.
7 gennaio 2026
tag: risparmiare nel 2026
