Gender gap: perché alle donne viene detto di risparmiare anziché di investire?


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Sin da piccole, molte ragazze imparano che essere “brave con i soldi” significa non sprecarli, metterli da parte, essere prudenti. Ai ragazzi, invece, il rischio viene spesso presentato come opportunità, indice di crescita, possibilità di far fruttare il denaro. Non è una regola scritta, ma un messaggio sottile che passa nella famiglia, nei media, a scuola, nella pubblicità, e nel tempo lascia il segno.

 

Un divario che nasce dal lavoro e dal reddito

Solo il 45% delle donne investe, a fronte di una percentuale ben più alta tra gli uomini, che raggiunge il 65% (indagine MdR). Queste diverse modalità portano ad un divario economico e sociale.

In Italia esiste ancora un differenziale retributivo orario dell’11% nel settore privato (dato del 2021) e un tasso di occupazione femminile più basso rispetto a quello maschile. Ciò significa meno reddito disponibile, carriere più discontinue e, di conseguenza, minore possibilità di destinare una parte delle entrate agli investimenti di lungo periodo.

Il divario si riflette anche sul futuro: nel 2024 la pensione media delle donne è risultata inferiore del 35% rispetto a quella degli uomini (1.594 euro contro 2.146 euro mensili, dati INPS).

Risparmiare è fondamentale, ma senza investimenti che proteggano dall’inflazione e valorizzino il capitale, il rischio è di arrivare all’età adulta e anziana con minore sicurezza economica.

 

Perché accade?

Secondo la Banca d’Italiamotivi sono tanti: le donne che lavorano sono di meno rispetto agli uomini, hanno redditi più bassi, risentono di stereotipi, affrontano con maggiore ansia i temi finanziari e non si sentono abbastanza sicure delle loro conoscenze in questo campo, anche quando ne sanno più della media.

Questa percezione non significa una reale minore competenza. Deriva da una  esposizione marginale ai messaggi sui benefici dell’investimento o da un approccio educativo che enfatizza la prudenza finanziaria, facendo leva su stereotipi culturali.

 

Quando le donne investono: risultati spesso migliori

Contrariamente a un luogo comune, Repubblica racconta che quando le donne investono, lo fanno spesso in modo disciplinato e con risultati solidi. Gli investimenti effettuati in Europa dalle donne nel 2024 hanno superato quelli degli uomini del 4% ottenendo una performance media migliore del 2,6%.

 

Stereotipi, educazione e modelli familiari

Secondo il Direttore Giovanna Paladino, alla base del gap ci sono diversi fattori culturali:

  • Stereotipi di genere: l’idea che le donne “non siano portate per i numeri” o che siano più emotive nelle decisioni economiche.
  • Educazione familiare: le questioni finanziarie complesse vengono più spesso discusse con i figli maschi; la paghetta è più frequente per i ragazzi che per le ragazze.
  • Carico di cura: il tempo dedicato a famiglia e lavoro domestico riduce lo spazio mentale ed energetico per formarsi in ambito finanziario.
  • Divario digitale: in Italia solo il 28% delle donne possiede competenze digitali di base contro il 45% degli uomini, e nel mondo hanno il 18% in meno di probabilità di avere accesso a smartphone e internet.

 

Tutto questo rafforza l’idea che il compito femminile sia “proteggere” il denaro, non farlo crescere.

 

Perché investire è anche una questione di libertà

Risparmiare senza investire può sembrare una scelta prudente, ma nel lungo periodo può tradursi in minore autonomia. L’inflazione erode il potere d’acquisto, mentre gli investimenti, se diversificati e consapevoli, permettono di costruire sicurezza futura.

Il gap negli investimenti contribuisce anche a una maggiore vulnerabilità, cosi come una maggiore probabilità di subire violenza economica. Secondo un’indagine di We World del 2023 il 49% delle donne intervistate dichiara di aver subito violenza economica almeno una volta nella vita, percentuale che sale al 67% tra le donne divorziate o separate.

 

Dalla teoria alla pratica: come superare lo stereotipo

  1. Parlare di investimenti fin da giovani

Non aspettare la laurea o il primo stipendio: introdurre concetti base di investimento, già durante l’adolescenza, aiuta a costruire fiducia.

  1. Imparare a gestire la paura del rischio

Studiare e confrontarsi con dati reali aiuta a comprendere che il rischio gestito non significa azzardo, ma scelta consapevole.

  1. Informarsi

Leggere libri, seguire creator, podcast e community finanziarie che parlano di investimenti in modo chiaro e inclusivo: avere tutte le informazioni ti permette di compiere scelte responsabili.

 

La disparità di genere negli investimenti nasce da un mix di messaggi culturali, aspettative sociali e percezioni del rischio che si possono scardinare.

Investire non è un privilegio o una competenza “riservata” a qualcuno: è uno strumento che, se compreso e usato con consapevolezza, può, e dovrebbe, essere parte della vita finanziaria di chiunque.

Per approfondire questi temi, migliorare la tua competenza finanziaria e scoprire strumenti concreti, partecipa ai nostri eventi, laboratori e percorsi formativi pensati per supportare giovani, famiglie, adulti e scuole nel costruire basi solide per il proprio futuro. Segui il nostro blog e visita il sito www.museodelrisparmio.it.

 

 

 

22 gennaio 2026

 

 

 

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