
La storia dell’economia è spesso raccontata attraverso nomi maschili: imprenditori, economisti, banchieri. Eppure, sono molte le donne che hanno avuto un ruolo decisivo nel cambiare il modo in cui produciamo, consumiamo e gestiamo il denaro. Alcune hanno rivoluzionato interi settori industriali, altre hanno aperto nuove prospettive nel pensiero economico o creato strumenti che fanno parte della nostra vita quotidiana. Conoscere queste storie significa anche capire meglio come l’economia evolve nel tempo.
Elinor Ostrom: la prima donna Premio Nobel per l’economia
Nel 2009 Elinor Ostrom è stata la prima donna a ricevere il Premio Nobel per l’Economia, insieme all’economista Oliver Williamson. I suoi studi hanno cambiato il modo in cui economisti e governi guardano alla gestione delle risorse comuni, come acqua, foreste o pesca.
Nel 1968, il biologo Garrett Hardin sostenne che le risorse del pianeta erano destinate a esaurirsi per eccesso di sfruttamento, ponendo quella che veniva chiamata la “tragedia dei common” (le risorse senza proprietari come pascoli, foreste, acque, aree di pesca, atmosfera, ecc.) al centro della ricerca economica. Elinor Ostrom dimostrò invece che le comunità locali possono gestire queste risorse in modo sostenibile attraverso regole condivise e sistemi di cooperazione.
Le sue ricerche hanno influenzato politiche ambientali e modelli di gestione delle risorse in tutto il mondo.
Esther Duflo: portare l’economia nei villaggi
Un’altra economista che ha cambiato il modo di studiare la povertà è Esther Duflo, Premio Nobel nel 2019 insieme ad Abhijit Banerjee e Michael Kremer.
Esther Duflo ha introdotto nell’economia dello sviluppo il metodo degli esperimenti randomizzati controllati, simili a quelli usati in biologia. Duflo ha focalizzato i suoi studi sui problemi del sottosviluppo e delle diseguaglianze economiche indagandoli attraverso un approccio pragmatico, volto a testare su basi empiriche l’impatto delle strategie elaborate attraverso l’analisi controfattuale (randomized controlled trial). Invece di teorie astratte, si testano politiche concrete sul campo: ad esempio, programmi di istruzione, accesso al credito o incentivi sanitari.
Sotto l’impulso del suo gruppo di ricerca, questo tipo di metodo sta diventando comune nelle agenzie di aiuto allo sviluppo e presso la Banca Mondiale.
Madam C. J. Walker: la prima milionaria self-made degli Stati Uniti
All’inizio del Novecento Madam C. J. Walker costruì un impero economico partendo da zero. Nata nel 1867 da genitori ex schiavi, creò una linea di prodotti per la cura dei capelli delle donne afroamericane e sviluppò una rete di venditrici e formatrici in tutto il paese.
Nel 1908 aprì una “Beauty School” e la prima azienda in Pennsylvania. Nel 1910, spostò il business a Indianapolis, città che grazie alle ferrovie era in grado di permetterle una distribuzione su più larga scala, in grado di raggiungere tutta la popolazione di donne americane. Seppe conquistare la fiducia delle sue clienti e arrivò ad assumere più di 3000 persone, per la maggior parte donne di colore, che lavoravano sia nella produzione sia nella vendita porta a porta.
Riconosciuta come la prima donna di colore milionaria self-made negli Stati Uniti, rappresenta un simbolo di imprenditorialità e indipendenza economica.
Indra Nooyi: guidare una multinazionale globale
Nel mondo contemporaneo una delle figure più influenti è Indra Nooyi, ex amministratrice delegata di PepsiCo dal 2006 al 2018, prima donna di colore e immigrata a guidare un’azienda Fortune 50.
Durante la sua leadership, che ha superato di sette anni la durata media del mandato di un CEO nelle grandi aziende, la compagnia ha cambiato strategia puntando su prodotti più salutari e sostenibili, anticipando una tendenza oggi centrale nel settore alimentare. Il fatturato di PepsiCo è cresciuto significativamente durante il suo mandato e il valore dell’azienda è più che raddoppiato.
Nooyi è spesso citata come esempio di leadership femminile capace di combinare risultati economici e visione di lungo periodo.
Janet Yellen: la donna che ha guidato la politica economica americana
Janet Yellen ha ricoperto alcuni dei ruoli più influenti nella politica economica mondiale: presidente della Federal Reserve (2014-2018) e poi Segretaria al Tesoro degli Stati Uniti dal 2021 al 2025.
È stata la prima donna nella storia a guidare la banca centrale americana e ha svolto un ruolo chiave nella gestione della politica monetaria dopo la crisi finanziaria globale. Successivamente ha coordinato politiche economiche cruciali durante la ripresa post-pandemia.
La sua carriera dimostra come anche le leadership femminili, quando raggiungono i vertici delle istituzioni, sappiano prendere decisioni economiche che influenzano milioni di persone e gestire momenti difficili..
Perché queste storie contano
Le donne rappresentano ancora una minoranza nelle posizioni di leadership economica globale e nel mondo accademico dell’economia.
Secondo il rapporto annuale Women in Business di Grant Thornton, nel 2025 le donne con ruoli di rilievo nel mondo sono circa il 34%, dato che in Europa raggiunge il 35%. I numeri sono in linea con il 2024, con lievi incrementi (rispettivamente dello 0,5% e dello 0,3%). L’Italia si allinea alla media europea, sebbene registri un calo di un punto percentuale rispetto al 2024 (35,7%).
Oltre ai ruoli apicali, le donne si stanno finalmente riprendendo i loro diritti sul lavoro. Il rapporto Women in Business, infatti, evidenzia che, nel mondo, il 99,8% delle aziende ha adottato misure per promuovere la parità di genere. Tra queste, al primo posto vi sono la parità salariale (39,3%) e il reclutamento e la promozione delle donne nei ruoli di senior leadership (39,1%). Dall’altra parte, però, vi sono ancora pesanti carenze in aree chiave come il mentoring e il networking dove le misure sono adottate solo dal 26% e dal 25% delle aziende.
Anche in Italia le aziende danno priorità alla parità salariale (41,1%), al reclutamento e alla promozione delle donne nei ruoli di leadership (34,7%) e ai programmi di formazione (34,7%), mentre il mentoring (15,8%) e il networking (14,7%) rimangono strumenti ancora poco utilizzati.
Tuttavia, il contributo femminile è in crescita e sta cambiando il modo di interpretare temi come sviluppo, sostenibilità e inclusione.
Raccontare queste storie serve a ricordare che l’economia non è fatta solo di numeri, ma di persone, di donne, di idee e scelte che possono cambiare il mondo.
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11 marzo 2026
tag: Storie di donne
