
Quando pensiamo all’inquinamento immaginiamo fabbriche, traffico, plastica negli oceani… Difficilmente pensiamo a un video su TikTok, a una serie in streaming o a una ricerca su Google. Eppure, anche la nostra vita digitale ha un’impronta ambientale. Ogni like, ogni mail, ogni file salvato nel cloud richiede energia, server, raffreddamento, infrastrutture fisiche. Internet non è fatto di aria: è una gigantesca macchina che consuma risorse reali.
Streaming: intrattenimento virtuale con un peso reale
Quando guardi un film in streaming, stai usando energia reale per trasferire dati tra il server e il tuo dispositivo. Secondo un articolo dell’Università Ca Foscari di Venezia, guardare un film in streaming per due ore inquina tanto quanto un viaggio in macchina di 45 minuti. Per poter consumare in maniera più consapevole bisogna tener conto che i video in 4K o 8K richiedono molti più dati e quindi più energia rispetto a una definizione standard, il che si traduce in un impatto ambientale maggiore per ogni ora di visione.
Ma non è solo questione di server: l’infrastruttura di rete, i data center che li supportano e i dispositivi stessi consumano energia, anche quando il contenuto è digitale.
Cloud e data center: dove vivono i nostri dati
Tutto ciò che salviamo online, foto, video, documenti, risiede in data center: enormi strutture fisiche piene di server che funzionano 24/7. Secondo l’IEA, i data center da soli rappresentano circa l’1,5% del consumo globale di elettricità (dati del 2024)e continuano a crescere man mano che aumentano i servizi digitali come cloud storage, streaming, videogiochi online e social network.
In aggiunta, oltre all’elettricità questi impianti richiedono grandi quantità di acqua per il raffreddamento dei server, con un ulteriore impatto sulle risorse naturali.
Intelligenza artificiale: potenza e impatto nascosti
L’uso crescente di applicazioni basate su intelligenza artificiale (AI) porta con sé una domanda sempre maggiore di potenza di calcolo. I sistemi di AI richiedono calcoli intensivi che comportano un aumento dell’energia consumata dai data center.
Oltre al consumo di elettricità, l’AI ha un impatto multilivello:
- l’elettricità per l’elaborazione dei modelli;
- l’acqua per il raffreddamento dei server;
- la produzione e lo smaltimento di hardware specializzato (come GPU) che richiedono risorse rare e generano rifiuti elettronici.
Studi riportati da Euronews stimano che l’impronta energetica di sistemi avanzati di AI possa essere paragonabile a quella di una piccola nazione o di settori industriali consolidati, a causa di milioni di tonnellate di CO₂ emesse annualmente.
Scroll infinito e gadget sempre attivi
L’uso compulsivo di social media, notifiche costanti e lo “scroll infinito” non solo danneggiano il nostro benessere psicologico, ma incidono anche sull’impatto ambientale. Ogni caricamento di contenuti richiede che i server elaborino e trasferiscano dati, attivando energia nei centri di calcolo ogni volta che apriamo un’app o aggiorniamo un feed.
Gli stessi dispositivi hanno un impatto ambientale che inizia molto prima dell’uso:
- estrazione di materiali come litio, cobalto e terre rare;
- produzione ad alta intensità energetica.
Per non parlare dello smaltimento, che genera rifiuti elettronici difficili da riciclare e potenzialmente pericolosi.
Cosa possiamo fare come singoli
La buona notizia è che molte scelte digitali quotidiane sono sotto il nostro controllo. Alcuni gesti semplici, se adottati consapevolmente, possono ridurre l’impatto ambientale:
- Usa meno dati quando possibile, riduci la qualità video (es. da 4K a HD) e scarica contenuti offline invece di ripetere streaming.
- Pulisci e riduci dati inutili, elimina file vecchi nel cloud, cancella mail con allegati pesanti.
- Riduci il tempo di schermo non necessario, limita lo scroll infinito, disattiva video che si avviano automaticamente.
- Allunga la vita degli apparecchi, usa i dispositivi più a lungo, riparali invece di sostituirli, scegli prodotti con migliori certificazioni energetiche.
La vita digitale ci ha regalato connessioni, informazioni e opportunità senza precedenti. Ma non è priva di conseguenze per l’ambiente. Dietro ogni tap, ogni video e ogni algoritmo ci sono infrastrutture reali che consumano risorse, energia e acqua.
Essere cittadini digitali consapevoli vuol dire riconoscere che il virtuale ha un costo reale, e che scelte digitali meno impulsive possono contribuire a un pianeta più sano. Ridurre sprechi, ottimizzare l’uso dei dati e prolungare la vita dei nostri device non è solo sostenibile: è una forma di responsabilità collettiva.
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28 gennaio 2026
tag: La vita digitale inquina
